-Il portale del Comune di La Morra vuole essere una guida e un punto di partenza per conoscere questa meravigliosa terra ricca di storia e sapori.

La Morra - Mostra LE CASE DEL VINO: futuro e identità di sviluppo del paesaggio di Langa e Roero

dall'11 al 20 giugno nella Cantina Comunale


In occasione della XIV edizione del salone del libro eno-gastronomico e di territorio “Libri da gustare”, dall’11 al 20 giugno presso la Cantina Comunale di La Morra sarà allestita la mostra “Le case del vino: futuro e identità di sviluppo del paesaggio di Langa e Roero”, esposizione delle ricerche degli studenti della Seconda Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Saranno esposti elaborati di progetti e analisi realizzati su indicazione del Comune di La Morra per individuare l’identità che caratterizza un territorio vitivinicolo ed in particolare lo stile architettonico che deve caratterizzare un territorio di elevato interesse come le Langhe e il Roero. Lo scopo è quello di creare le condizioni per un laboratorio di osservazione, una sorta di presidio di architettura, finalizzato anche a disporre uno strumento legislativo per gli enti locali.
 
 
 
 

La mostra sarà visitabile con il seguente orario: 10-12,30; 14,30-18,30; chiuso il martedì. L’ingresso è libero.
 
 
 
 
 
 
 
 

Sul medesimo tema, sempre presso la Cantina comunale, sarà promossa una tavola rotonda in collaborazione con il Comune di La Morra e la Seconda Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. L’evento è in programma domenica 13 giugno alle 10.30. Vi parteciperanno, con le Istituzioni, l’Architetto Gianni Arnaudo, coordinatore del progetto, l’Arch. Enrico Lusso, Presidente dell’Associazione Culturale Antonella Salvatico, la Dott.ssa Elisa Panero, Direttrice scientifica del Centro internazionale di ricerca sui beni culturali, il Prof. Luciano Bertello, Presidente dell’Enoteca Regionale del Roero.
Introduce Luca Ponzi, giornalista RAI.

La pubblicazione del libro “Le case del vino”, realizzato da Gianni Arnaudo con la prefazione di Carlo Petrini, è stato uno stimolo importantissimo per costituire una svolta sul modo di intendere il territorio di Langa. Non vengono infatti presentati (o peggio ancora catalogati) soltanto edifici superstiti rispetto alle distruzioni dovute all'ignoranza umana o alla colpevole incuria, o ancora ai terribili risultati di agenti atmosferici e alluvioni...“Quel che resta” è stato studiato dagli studenti del Politecnico di Torino, mediante un grande censimento rivolto anche a modeste case contadine, responsabili poi nel tempo di quella ricchezza odierna diffusa su tutta l'area del Barolo, del Barbaresco, del Roero, sino al Monferrato.
L'obiettivo è stato quello di evidenziare attraverso questi studi le “parole” del costruire, le “frasi” per definire i linguaggi : quei linguaggi che rendono diverso un luogo da un altro, costituendone la ricchezza, la specificità, ma soprattutto l'identità.
Come i prodotti enogastronomici sono parte di un territorio, della storia dei suoi abitanti ed espressione di quelle che sono tecniche specifiche di lavorazione e di produzione, così anche l'architettura esprime questa identità passando dalle grandi strutture sino al dettaglio della maniglia, della ringhiera, del comignolo...Di qui la necessità di costruire un metodo che possa essere esportabile e a cui si possa far riferimento nella stesura di normative locali. Un metodo che inizia dalla conoscenza e dalla ridefinizione del linguaggio per poi utilizzarlo come traccia per tutti gli interventi di trasformazione edilizia.